Ritornare a vivere in carcere attraverso le attività educative

Il carcere di Padova è ritenuto ''particolare'' perchè qui più di 100 detenuti possono lavorare.
Il verbo ''lavorare'' per noi suona normale, noi viviamo per lavorare.
I detenuti lavorano per vivere. La realtà del carcere non è una realtà semplice, tutti noi lo sappiamo, ma spesso tendiamo a fregarcene, pensando che loro siano diversi da noi.
Come possono aiutare le attività educative e sociali, i carcerati?

15 dicembre/8 gennaio 2017 si è tenuta una mostra di rilevante importanza a Padova:“Vivere dentro: il carcere incontra la Città” dove sono state presentate le diverse attività formative in atto all’interno della Casa di Reclusione di Padova, realizzate grazie alla presenza del volontariato e del cooperativismo sociale.  La mostra si è articolata in cinque sezioni: Ascolto (colloqui dei volontari col detenuto), Informazione (iniziative socializzanti realizzate in collaborazione), Lavoro (attività artigianali e hobbistiche in carcere), Formazione (scuola, università e cultura in carcere), Evasione (impiego del tempo libero). Ci tengo a spiegare brevemente ogni attività, per fare capire che ruolo hanno i carcerati e che ruolo hanno soprattutto queste attività necessarie alla loro Vita dentro il carcere. Alcune attività sono svolte e autogestite dai carcerati stessi, altre sono attività promosse dagli operatori/educatori, portando benefici di grande valore all'interno della vita di ciascuno di loro.

Ascolto L’Associazione Operatori Carcerari Volontari  si propone di affiancare la persona detenuta nella revisione critica del proprio vissuto, favorendo il suo reinserimento nel contesto sociale anche attraverso la ricerca di alloggio e di lavoro.  In carcere, attraverso l’ascolto e il dialogo, i volontari cercano di stabilire un rapporto di fiducia e di collaborazione con la persona detenuta, facilitando il suo rapporto con gli operatori istituzionali e col mondo esterno. Sono attivi dal 2006 gli incontri settimanali dei Gruppi di ascolto per prevenire disagi gravi (autolesionismo e suicidio). I volontari svolgono inoltre attività formative e di appoggio allo studio, collaborano col “polo universitario”, sostenendo le spese per l’iscrizione e per l’acquisto del materiale didattico; provvedono alla distribuzione del vestiario anche per la Casa circondariale e alla fornitura di prodotti per l’igiene personale.


Informazione L’Associazione di Volontariato “Granello di Senape - Padova” ha tra i suoi obiettivi: la sensibilizzazione dell’opinione pubblica sulle tematiche della pena e del carcere; la promozione di progetti finalizzati all’inserimento dei condannati nel mondo del lavoro, potenziando le misure alternative alla detenzione; l’organizzazione dentro e fuori del carcere di attività culturali, informative e lavorative; la prevenzione della devianza e l’educazione alla legalità tra i giovani attraverso il progetto “Il Carcere entra a Scuola, le scuole entrano in carcere”. L’Associazione gestisce il “Centro di Documentazione Due Palazzi”, attivo nella Casa di Reclusione di Padova. Al suo interno ci sono il Gruppo Rassegna Stampa, il TG 2Palazzi, la redazione della rivista “Ristretti Orizzonti”, il Laboratorio di lettura scrittura ascolto condotto da un volontario, lo Sportello di orientamento giuridico e segretariato sociale.

Lavoro L’Officina Giotto (Giotto consorzio sociale) si occupa di disabilità e detenzione, gestendo attività esterne e interne alla Casa di reclusione Due Palazzi di Padova. Le attività esterne spaziano dalla gestione del verde alle pulizie civili e industriali, dai parcheggi alla raccolta dei rifiuti, dai servizi museali fino a quelli di ristorazione. Nel corso degli anni sono state implementate diverse attività: la produzione di manichini in cartapesta, la pasticceria con il famoso panettone, i servizi di call center e l’assemblaggio di valige e gioielleria; e poi le pen drive per la firma digitale, la digitalizzazione dei documenti e l’assemblaggio di biciclette, solo per citare le attività più rilevanti.

La cooperativa AltraCittà è nata con lo scopo di perseguire l’integrazione sociale di persone svantaggiate, in particolare detenuti ed ex detenuti, su iniziativa di dieci donne attive da anni in carcere.  La Cooperativa costruisce per e con le persone detenute percorsi di formazione e autoformazione, di lavoro, di inserimento sociale.

Laboratori artigianali e attività creative. In carcere non è possibile garantire a tutti un lavoro. A subire maggiormente questa discriminazione sono gli Internati (ex detenuti trattenuti in carcere perché ritenuti pericolosi) e i detenuti in Alta Sicurezza. Essi si rendono pertanto disponibili a svolgere su base volontaria e non remunerata un’attività che consenta loro di trascorrere produttivamente il tempo a disposizione e di sentirsi in qualche modo utili alla società. Sono sorti così dei laboratori di cucito, pelletteria e hobbistica del legno gestiti da volontari, che oltre a dare sollievo al disagio psicologico, valorizzano le diverse attitudini e capacità espressive.

Formazione L’Istituto Einaudi-Gramsci, con indirizzo amministrazione finanza e marketing, ha una sezione all’interno della casa di reclusione “Due Palazzi” di Padova dal 1998. Negli anni molti detenuti hanno colto l’opportunità di frequentare la scuola superiore arrivando alcuni ad affrontare con successo l’esame di Stato e poi l’iscrizione all’Università.  Il Polo Universitario nella Casa di Reclusione si è costituito ufficialmente nel 2003 grazie all’interessamento di alcuni volontari docenti impegnati da tempo a seguire i detenuti iscritti all’università.  Li affiancano alcuni volontari, che provvedono alle spese per i testi e il materiale didattico.


Nel corso degli anni i laureati in carcere sono stati trentuno; alcuni hanno conseguito anche la laurea specialistica.

Questo articolo vorrei terminarlo così, con questa frase in grassetto, che da un senso di rinascita, di rivincita, di soddisfazione personale, è un grido per dire 'Nonostante il mio passato, Io valgo'

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